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Nei panni di Brooke Shields


La modella Kate Kukushkina interpreta il simbolo dell’innocenza sensuale

di Santi Urso

L’ iniziazione: dall’innocenza all’esperienza. Il viaggio dell’adolescenza nei film di Louis Malle Pretty Baby e Lacombe Lucien. La Princeton University, nel giugno del 1987, apprezzò molto questa tesi di laurea, con un titolo da far invidia a quelli, lunghissimi, di Lina Wertmueller. E la dotta dissertazione sarebbe un ricordo nell’archivio della prestigiosa università, se la laureata non fosse stata proprio lei, la diva che gli annuari del cinema già catalogavano come: «Bellissima bambina prodigio, modella sin da quando aveva 11 mesi. Prepubere sex symbol, apparsa nuda in un film molto controverso, Pretty Baby, e in una storia sexy di teenager, Laguna Blu», così, per esempio, la descriveva, nel 1991, Cult Movie Stars di Danny Peary, una bibbia biografica per gli appassionati cinefili. Un profilo perfetto (anche nel ricordo dell’esordio, ancora poppante, negli spot di una saponetta), concorda ancor oggi Brooke Shields, la protagonista di cui si parla, con una sola precisazione a cui tiene, pignola e decisa com’è (è nata il 31 maggio 1965, sotto il segno dei Gemelli, e, per chi ci crede, potrebbe avere l’ascendente in Vergine, tanto è razionale e saggia: un vero “grillo parlante”). 

Brookie, come la chiamano in famiglia (il nome all’anagrafe è Brooke Christa Camille), è stata statuaria pin up, affascinante per il contrasto tra il viso fiducioso, sorridente, infantile e l’anatomia morbida e potente che gli sta sotto: un metro e 83 centimetri di curve vibranti. Come quella della campagna pubblicitaria che, agli inizi degli anni 80, la mostrava descrivere un arco, nuda nei jeans di Calvin Klein (incremento delle vendite del 300 per cento in tre mesi, dicono le aride statistiche), con sguardo fisso negli occhi di chi la guarda e un indimenticabile claim: «Cosa c’è tra me e i miei Calvin? Niente».

Casta guerriera — La precisazione, su cui Brooke Shields non transige, è che la sua, fino al matrimonio con Andre Agassi nel 1997 (due anni di unione, dopo tre di fidanzamento) è sempre stata l’offerta di una bellezza sontuosa ma innocente, di una sensualità bruciante ma immacolata. Brooke lo aveva già spiegato, nel discutere la tesi di laurea, e poi sempre ribadito: «Il sesso è il regalo più grande che una donna possa fare a un uomo». Il sex symbol, tra i più desiderati degli anni 80, aveva fatto dono della verginità al campione di tennis suo primo marito (oggi lei è sposata, dal 2000, con il produttore Chris Henchy).

Lo ha raccontato Andre Agassi stesso (in Open, l’autobiografia pubblicata da Einaudi), rievocando anche come l’aveva conosciuta. Preparandosi al primo appuntamento, organizzato da comuni amici, «Noleggio tutti i film di Brooke e organizzo un festival cinematografico tutto per me. Metto su il primo film, Laguna Blu. Lei è una sirena naufragata insieme a un ragazzo su un’isola paradisiaca. Una rivisitazione di Adamo ed Eva». Con pudore, per assecondare quello della futura moglie, trascura sempre di nominare Pretty Baby, il vero primo film della star, proibitissimo per la scabrosità delle immagini e delle situazioni. Ma che nell’attrice bambina rivelava già i tratti caratteristici della donna: «Brooke appare esperta del mondo, consapevole, eppure sprigiona innocenza». Ma anche grande forza e determinazione.

Brooke Shields, nuda a 12 anni sullo schermo, troppo presto anche per i disinvolti anni Settanta del Novecento, e poi ancora due anni dopo (ma velata nei primi piani e sostituita dalla controfigura nei campi lunghi), vuole che la sua icona sia ricordata come quella d’una vergine. E di una guerriera, non solo per la superba presenza, degna di una Valchiria. Lei ha saputo vincere anche momenti terribili nella vita d’una donna, depressione post parto compresa (è mamma di due figlie: Rowan, 10 anni, e Grier, 7). E questo rafforza la sua immagine simbolica: la strepitosa modella di Calvin Klein ha coltivato sogni, e lottato per la vita, come oggi capita alle teenager, che riscoprono i sentimenti e, nella giungla del mondo virtuale, difendono l’innocenza. Brookie in jeans, già trent’anni fa, insegnava ad affrontare ogni esperienza a testa alta (prima ancora che a vita bassa), perché più che l’abbagliante bellezza, la sua marcia in più è sempre stata la lealtà, la disponibilità verso le persone che ama. E chissà che non c’entri lo Zodiaco: una Gemelli non sta con chi la ama, ma con chi lei ama.  

Foto: Simon

Styling: Miki Zanini

Testo: Santi Urso

Model: Kate Kukushkina @Fashion

Hair: Kiril Vasilev @Greenappleitalia.com.
Make-Up: Cosetta Giorgetti @W-MManagement.