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Alberto Lattuada: la moda con ironia


Il nuovo libro con i bozzetti-lezione dello stilista

Definito “uomo di stile”, Alberto Lattuada di Caronno Pertusella, Varese, classe 1926, ha movimentato con le sue creazioni e le sue battute ironiche il mondo della moda italiana per oltre cinquant'anni. Tanto che la Galleria del Costume di Palazzo Pitti nel 2003 gli dedica la mostra Alberto Lattuada. Un maestro al Polimoda. Sì, perché da stilista eclettico e innovativo (“Ciò che preferisco è lo sport ad altissimo livello”, ha detto. “E ritengo di essere stato uno dei primi a imporre questo tipo di abbigliamento anche per sera”), ha scelto poi di decarsi all'insegnamento al Polimoda di Firenze, appunto.

Oggi di lui esce un libro, Progetti di scuola (Skira, 184 pagine, 144 illustrazioni, 49 euro) con i suoi raffinati disegni dagli inconfondibili tratto incisivo e segno pittorico proposti agli studenti in 14 anni di lezioni. “È una scelta tra i temi che ho proposto agli studenti in 14 anni al Polimoda di Firenze (l’Istituto internazionale di Fashion, Design e Marketing in collaborazione con il Fashion Institute of Tecnhology della State University of New York), con i relativi disegni che dovevano supplire alla mancanza di oratoria, un dono che non ho mai avuto”, ha spiegato. “Cercavo di trasmettere agli allievi il gusto per la ricerca nel passato (non nel trapassato), l’istinto per captare le ispirazioni valide – il culto per i veri grandi creatori e il disincanto per le mode futili e anche sciocche – l’autocritica e il controllo della propria creatività e un senso sofisticato dell’eleganza e dello stile, per un tragitto verso una – forse irraggiungibile – divina semplicità. I progetti erano un mix abbastanza stravagante di moda/costume/arte/cinema e le eccentricità vestimentarie e leggendarie di personaggi famosi in dosi non certo codificate, spesso palesemente sbilanciate. Credo di aver aggiunto anche una piccola scintilla di amore, nascosta fra le righe e i segni più o meno riusciti, fra le sbavature e le macchie di colore”.