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Come nasce un profumo


Mark Buxton, eccentrico naso firma di fragranze esclusive, racconta la genesi melodica dei prodotti

di Monica Agostini

Progettare un'essenza è un po’ come scrivere una melodia. Bisogna conoscere le materie prime e decidere l’obiettivo da seguire. L’abbiamo capito parlando con Mark Buxton, eccentrico naso che firma profumi esclusivi, dalla forte personalità.

Partiamo dall'idea di un profumo: da dove nasce?
Dipende se creo per altri marchi o per me stesso. L’ultimo progetto conto terzi, ad esempio, è un lavoro che ho fatto per un brand emergente di moda di Amburgo. Il profumo si chiama “Stay Dirty” e si rifà alla cultura punk degli anni Ottanta. Ho fatto una selezione di foto e sono entrato nello stile dell’epoca: sovversivo e senza regole. Caravan, case itineranti e vita libera come una rivoluzione che estremizza il movimento hippie.

Come si passa poi alla realizzazione pratica?
Ho scelto nella mia libreria di fragranze la materia prima su cui avrebbe ruotato il progetto. E ho scovato il guaiacol, la versione sintetica e alcolica del legno di guaiaco. Ha un profumo intenso come quello di un fuoco acceso in un bosco ed era perfetto. Sono così partito per costruire tutto il profumo con note che le funzionassero attorno.

Cosa cambia invece per i prodotti della linea che porta il suo nome?
In questo caso parto da persone che ho incontrato o che avrei voluto incontrare, da momenti della mia vita, viaggi, ma anche da un bicchiere di caffelatte preso al bar o da uno scotch servito la sera. Questa volta ho lavorato sul tema dell’amore lasciato a metà, e per rappresentarlo ho scelto il vetiver, che ha infinite sfaccettature e può raccontare storie diverse, unisce riflessi maschili e accenti femminili di rosa. E voilà, attorno a questo è nato Emotional Rescue, soccorso olfattivo per momenti in bilico nel vuoto.