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Profumi e letteratura


Nella Stazione Leopolda un progetto-installazione racconta il fil rouge che lega fragranze, libri, parole

di Ilaria Molinari

È forse una delle novità più curiose dell'edizione 2014 di Pitti Fragranze (qui lo speciale). Quanto meno in termini di tensione emotiva. Due parole: Verba Olent. Una moltitudine di significati.

L'installazione, firmata da Sergio Colantuoni (visual designer), nasce dall'idea di collegare le esperienze sensoriali legate all'olfatto alle emozioni e alla memoria. A libri, versi, parole. Dalla Bibbia a Baudelaire, da Shakespeare a Pascoli, il percorso segnato è un vero e proprio "viaggio nella letteratura del profumo". L'allestimento prevede palloni bianchi gonfiabili all'interno dello spazio della Stazione Leopolda che, con molecole olfattive, rendono tutto profumato oltre che suggestivo.

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Dall'altro scendono libri aperti con parole e frasi chiaramente espresse a generare evocazioni di significati e ricordi grazie alla loro libera interpretazione.

L'idea ispiratrice del progetto è di Giovanna Zucconi, giornalista, autrice e fondatrice della rivista Effe (Feltrinelli) che racconta così il percorso che l'ha portata a Verba Olent:

In che modo il profumo diventa parola? E in che modo odori e fragranze sono stati usati da poeti e scrittori per esprimere qualcosa laddove le parole non bastavano? Ho iniziato a esplorare il tema e da una campionatura di alcune centinaia di brani tratti dalla letteratura occidentale di tutte le epoche è nata una selezione di 80 brani classici suddicisi in tre categorie nem note algi appassionati di progumi: testa, cuore, fondo. La piramide olfattiva viene utilizzata come metafora per ordinare poesie, racconti, pagine di romanzo.

I volumi scelti saranno poi raccolti da Mondadori in una pubblicazione da presentare in occasione di Bookcity