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L’Abruzzo e una linea di profumi made in Italy


Intervista a Paride Vitale, creatore del profumo maschile Parco 1923, ispirato al Parco Nazionale d’Abruzzo

di Michele Mereu

È conosciuto ai più per la sua agenzia, con la quale si occupa di comunicazione ed venti per famosi brand del design e della moda, ma non tutti sanno che di recente Paride Vitale, insieme al suo socio Ugo Maria Morosi, ha lanciato sul mercato un profumo ispirato alla natura del parco nazionale dell’Abruzzo: Parco 1923. Ecco cosa ci ha raccontato di questo progetto di profumeria made in Italy.

Come è nata l’idea di dedicare un profumo al Parco Nazionale dell’Abruzzo?
Siamo entrambi abruzzesi, e quando il mio socio mi ha proposto la sua idea, ho subito pensato fosse la strategia cercavo da tempo per promuovere il Parco Nazionale d’Abruzzo (uno dei parchi più antichi d’Europa ndr).

Com’è questo luogo magico?
Si vive di silenzi, di passeggiate a contatto con la natura e con gli animali, elementi che rimangono nel cuore e sulla pelle. E se è vero, che la prima cosa che si ricorda di un posto, non è ciò che vediamo o che tocchiamo, ma ciò che annusiamo, posso dire con certezza che Parco 1923, ha lo stesso profumo di questo luogo legato alla mia infanzia.

Qual è stato il primo step?
La prima cosa è stata scrivere a Daniela D’Amico, responsabile della promozione del Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise, la quale ha risposto da subito con entusiasmo. Da li ho capito che sarebbe cominciata una bella avventura.

Quante persone hanno lavorato a questo progetto?
Io ed Ugo sapevamo da subito che il profumo avrebbe dovuto ricordare i fiori del Parco, che la bottiglia avrebbe avuto un sapore antico, che il logo sarebbe stato verde con un orso in oro, e che avrebbe dovuto trasmettere un’eleganza di montagna d’altri tempi. Questa idea, poi, è diventata realtà grazie al contributo di mia sorella Loredana, che ha un rapporto molto più costante e forte con il territorio, e che insieme a Paola e altri esperti botanici, ha seguito la scelta delle piante da rappresentare. A tradurre le sensazioni in fragranza, è stato il “naso” italiano Luca Maffei, mentre Eleonora Barbareschi dello studio AMEBE ha seguito l’immagine coordinata, il design e il packaging.

Che fragranza è Parco 1923?
È una fragranza “forte e gentile”, come Italo Calvino definiva l’Abruzzo. Il cuore del profumo è composto dal misterioso Maggiociondolo, letale per gli uomini e benefico per gli animali, essenza di Bacche di Ginepro addolcita dall’inebriante Caprifoglio, che si sposa con l’intensità della Ginestra Odorosa. E ancora gli effetti benefici dell’Angelica Selvatica, impreziosite dal rarissimo Giaggiolo e dal Muschio. Il fondo non poteva che essere di Faggio, albero rappresentativo del parco, della sua tradizione, che popola il 60% dei boschi del territorio.

Una curiosità riguardante il profumo, che non possiamo immaginarci?
Per caso un giorno uno scultore di Pescasseroli, mi fece notare che il parco era popolato da una qualità di pietra, chiamata “Pietra Gentile”, con la quale abbiamo fatto un anello, posizionato nel tappo del profumo. Ogni volta che si spruzza il profumo si impregna, e una volta terminato, l’anello può essere sfilato e utilizzato per profumare ambienti, biancheria o la propria auto.

Che significato ha per lei la parola made in Italy?
La valorizzazione delle ricchezze che abbiamo in Italia, raccontando nel modo giusto le mille storie legate ad ogni pezzo del nostro paese.

Come evolverà la storia di Parco 1923?
Vorremmo che Parco1923 diventasse uno strumento per sostenere lo sviluppo economico del territorio, attraverso la coltivazione di alcune piante. Uno sviluppo fatto utilizzando sia le risorse umane del posto, che quelle artigianali. Poi, la prossima creatura sarà una candela.