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Santi Urso

Nato col cinema (con Cinecittà, per essere precisi), entrato in sala (davano Biancaneve), non ne è più uscito. Arrivato ai titoli di coda della vita, toglietegli tutto ma non Totò (lo ha portato in ogni casa con le vhs da edicola), né Perelandra, Tuan Jim, Roy Bean (anche lui ha la sua Lillie Langtry) e Muenchhausen. Appassionato di film e fotografia, legge ancora (e scrive di) fumetti. Come direttore di giornali è stato una meteora, poi però si è spalmato su tutta l’editoria italiana.